Azione 7.3.3
Pacchetti Localizzativi
SIAP
Sportelle informativo attività produttive
modulistica online
Giornalino
Scarica il nostro giornalino in formato PDF
Cerca
Piano di Sviluppo Locale LEADER PLUS
Il miglioramento della qualità della vita: una strategia
di sviluppo economico e sociale per l’Oltrepo Pavese
Montano
Il Piano di Sviluppo Locale Leader Plus del Gal Alto Oltrepo srl è stato presentato alle selezioni regionali nel marzo 2002, ed è stato valutato dalla regione Lombardia uno dei sei migliori programmi presentati dai gruppi lombardi proponenti. In data 28 giugno 2002, infatti, la regione ha approvato e finanziato il piano e lo ha reso definitivamente operativo con il decreto N. 9299 del 9/06/03 approvando le ulteriori modifiche ed integrazioni apportate alla programmazione.
Il programma del nostro GAL che si sviluppa su un tema difficile ed importante per lo sviluppo delle aree marginali quale il miglioramento della qualità della vita, è l’unico a livello regionale e forse nazionale ad affrontare direttamente problematiche sociali e culturali che, da tempo, nell’Oltrepo montano sono causa di un crescente declino socio economico. Gli interventi previsti saranno attuati su un arco pluriennale di tempo che si estende dal 2003 al 2008. Il PSL si propone di riattivare tutte le funzioni essenziali connesse con l’abitare il territorio: lavorare, spostarsi, comunicare, convivere civilmente nell’ambito di una comunità locale stabile e coesa. Il territorio infatti presenta limiti culturali che occorre ancora superare, unitamente ad un forte rallentamento dei processi di sviluppo del territorio causato da una frantumazione della rete dei servizi alle imprese e alle famiglie. Il collasso del sistema dei servizi è legato proprio al fattore demografico, al venir meno della necessaria massa critica necessaria a supportare finanziariamente un sistema che deve dare copertura ad un territorio vasto ma frazionato e in fase di spopolamento.
In generale, considerando anche le aspettative delle nuove generazioni, diventa problematico accettare la vita che offrono anche i comuni più grandi della zona se il sistema di mobilità, sia pubblica che privata, non consente di incrociare rapidamente stili di vita urbani, opportunità di incontri per lavorare o semplicemente per divertirsi. Il problema dunque del superamento dell’isolamento, sociale oltre che fisico, e della disponibilità di chance di vita identiche a quelle di tutta l’area metropolitana lombarda è il problema che si deve affrontare per varare politiche di sviluppo che non siano incentrate puramente su meccanismi di incentivazione economica ma che siano in grado di innescare innovazioni di sistema capace di incrementare la sua capacità di autoriproducibilità. Il programma proposto dunque fa riferimento a quattro obiettivi specifici:
- lavorare con la net economy;
- rompere l’isolamento, muoversi sul territorio, accorciare le distanze, zippare lo spazio comunicativo;
- sostenere la vita delle famiglie: verso una rete capillare di servizi di assistenza domiciliare
- custodire i luoghi e la memoria: non dissipare ciò che le storia ci lascia, riprendere la narrazione, valorizzare il patrimonio ambientale/naturalistico locale.
La scelta del tema – la qualità della vita - è stata dunque in qualche modo obbligata perché meglio di tutte contiene in sé tutti gli aspetti che analiticamente consentono di declinare l’intero spettro problematico delle funzioni vitali che strutturano poi l’organizzazione delle nostre comunità locali: dal lavoro alla disponibilità di servizi, alla possibilità di movimento e autonomia, di scambio e di comunicazione sociale.
1. Lavorare con la net economy.
Le nuove tecnologie se utilizzate correttamente consentono di comprimere e condensare tempo e spazio. Come si osserva nella descrizione analitica degli interventi proposti, non c’è praticamente area che non preveda un ricorso massiccio e intensivo all’utilizzo della comunicazione via rete.
2. Rompere l’isolamento.
Lo spazio si può condensare, le distanze si possono tollerare più agevolmente se consentono una mobilità rapida ed efficiente delle persone non solo lungo le classiche direttrici radiali di lunga percorrenza ma all’interno del bacino di riferimento e lungo percorsi segnati dalle necessità più vitali e dalle opportunità sociali. Ecco allora l’idea di realizzare, accanto ai trasporti tradizionali, agili flotte di monovolumi che percorrono le valli lungo percorsi tematici a chiamata.
3. Facilitare la vita delle famiglie.
Godere di un ambiente di elevata qualità intrinseca e contemporaneamente vedersi supportato da una rete di solidarietà presente e assidua, significa garantire alla popolazione montana una qualità della vita paragonabile a quella urbana. Dopo il lavoro e la mobilità, la presenza di una rete di supporto alle famiglie nella cura dei propri anziani rappresenta un elemento in grado di modificare le condizioni strutturali di esistenza riducendo drasticamente la sensazione di disagio, solitudine quando non abbandono.
4. Custodire i luoghi e la memoria.
L’azione di recupero dell’identità delle comunità locali va realizzata di pari passo con la meticolosa acquisizione di conoscenze, con la valorizzazione delle risorse locali, con l’elaborazione e la conservazione delle storie umane che hanno segnato la vita e i luoghi della comunità montana oltrepadana. La valorizzazione delle tradizioni come la cura e la salvaguardia di un ambiente di grande pregio naturalistico fanno parte integrante di quel canovaccio di azioni che hanno portanza strategica poiché mantengono in essere la capacità di produrre valori di riferimento – civili, sociali e anche economici – su cui si possono correttamente poi innestare tutte le politiche di sviluppo locali.





