RISORSE AMBIENTALI IN ALTO OLTREPO’
L’Oltrepò pavese è senza dubbio una zona di grande qualità ambientale e paesaggistica.
Con il suo panorama incontaminato e la sua originale naturalità rappresenta senza dubbio
un polmone naturale di grandissima importanza per la Provincia di Pavia e di Milano: anche
per questo nei weekend in molti scelgono l’Oltrepo come la meta per gite “fuori porta”.
Chi decide di raggiungere l’alto Oltrepò, percorrendo anche molti chilometri in una sola
giornata, è spinto dalla voglia di passare qualche ora all’aria aperta, lontano da traffico
e rumori, degustando prodotti tipici e genuini e percorrendo sentieri immersi nella natura.
Staccare la spina dalla frenesia di ogni giorno, rilassarsi e regalarsi un orizzonte diverso
da quello usuale; ecco cosa spinge a venire in Oltrepò.
Il passaggio da valle alle quote più elevate è accompagnato da un graduale cambiamento
paesaggistico: le colline, localmente ancora interessate da vigne e da coltivi a cereali,
ma perlopiù caratterizzate da boschi rigogliosi di castagni e querce, lasciano via via il
posto a rilievi più elevati, a maggiore pendenza, dove la copertura arborea è interrotta
solo da prati e da alcuni piccoli centri abitati.
Lungo l’Area Leader sono diverse le aree già riconosciute a forte rilevanza ambientale,
istituite per la protezione e conservazione di ambienti e di specie animali e vegetali di
indubbio pregio.
RISERVA NATURALE MONTE ALPE
RISERVA NATURALE MONTE ALPE
La Riserva Naturale "Monte Alpe” si estende nel territorio comunale di Menconico,
nell’alto Oltrepo, ai piedi del Monte Penice.
La tutela di quest’area inizia nel 1980 quando ai sensi della Legge Regionale
n° 33 del 27/07/1977 Monte Alpe viene dichiarato “biotopo”; tre anni dopo la
Regione Lombardia, con la Legge n° 86 del 30/11/1983 riconosce Monte Alpe
come “Riserva parziale biogenetica”. In seguito alla Direttiva HABITAT
(Dir. 92/43/CEE del 21/5/1992), la Riserva Naturale Monte Alpe ottiene il
riconoscimento S.I.C. - Sito di Importanza Comunitaria (sigla: IT2080021)
l’unico presente in alto Oltrepo.
I primi interventi volti alla salvaguardia della zona – evolutisi poi nei
provvedimenti normativi sopraccitati - risalgono agli anni ’30 del Novecento:
a causa di un eccessivo sfruttamento a pascolo si verifica in quegli anni
un dilavamento del terreno tale da mettere a rischio le strade e l’area
circostanti. Per contrastare la situazione di rischio viene attuata un’opera
di rimboschimento, volta a consolidare i versanti: accanto a specie autoctone
vengono quindi impiantate alcune specie “esotiche”, prime fra tutte il Pino
Nero (Pinus nigra Anold).
E proprio da questa azione di rimboschimento ha origine la storia della
Riserva. A seguito dell’intervento infatti Monte Alpe viene attaccato dalla
Processionaria del Pino (Traumatocampa pityocampa Denis & Schiffermüller) un
insetto defogliatore che, nutrendosi degli aghi e del fogliame, inizia a
infestare e a distruggere le foreste circostanti.
Per limitare lo sviluppo del lepidottero viene introdotta, nella prima metà
del Novecento ad opera del Prof. Pavan dell’Università di Pavia, la Formica
Lugubris: interi nidi di formiche – gli acervi – vengono trasportate dalle
Prealpi bresciane all’Appennino pavese.
La sopravvivenza della Formica
Lugubris è infatti strettamente legata al Pino Nero e alla Processionaria:
la formica utilizza gli aghi di pino per costruire i propri nidi - sviluppati
per alcuni metri non solo in superficie ma anche nel sottosuolo, attraverso
un complesso sistema di camere e di gallerie sotterranee – e si nutre della
Processionaria, contenendo lo sviluppo della stessa. L’attività predatoria
condotta sul Lepidottero permette quindi di limitare i danni al bosco e alla flora della zona. Proprio allo scopo di tutelare questo prezioso insetto viene
in seguito istituita la Riserva Naturale.
La Riserva di Monte Alpe è stata danneggiata nel 1990 da un violento incendio
a seguito del quale è stato attuato un intenso piano di rimboschimento basato soprattutto
sull’utilizzo di specie autoctone. Questo ha permesso di mantenere le caratteristiche
vegetazionali originali e di garantire la stabilità ecologica della zona.
- Ente Gestore: Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste
Sede: ERSAF - Via N. Copernico, 38 - 20125 Milano (MI) - Tel. 02/674041 - Fax: 02/67404299
- Direzione della Riserva Naturale Monte Alpe:
Via N. Copernico, 38 - 20125 Milano (MI) - Tel. 02/67404657 - 684 - 685 - Fax: 02/67404299
E-mail: paolo.ballardini@ersaf.lombardia.it
- Superficie: 327,56 ha
- Altimetria: da 850 a 1259 metri slm
I PARCHI LOCALI D’INTERESSE SOVRACOMUNALE:
UNA POSSIBILE VIA DI GESTIONE DELLE RISORSE AMBIENTALI DELL’ALTO OLTREPO’
La Regione Lombardia ha attribuito con la L. R. n°86 del 1983 la facoltà di promuovere
l’istituzioni di Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS). I PLIS sono aree protette -
al pari dei parchi e delle riserve naturali nonché dei monumenti naturali - la cui gestione
e salvaguardia sono di responsabilità dei Comuni promotori.
L’istituzione di questi Parchi ha un forte carattere di “volontarietà”: la nascita è infatti
promossa direttamente dalle Amministrazioni Comunali e, coinvolgendo spesso Associazioni
e realtà locali nella gestione delle attività, rappresenta un percorso virtuoso verso la
valorizzazione del patrimonio naturalistico, storico e ambientale di una piccola realtà locale.
I PLIS spesso hanno un valore naturalistico inferiore rispetto alle altre aree protette, ma
presentano un altissimo valore strategico sotto l’aspetto ecologico: spesso infatti queste aree
rappresentano le componenti di un sistema più vasto, porzioni di corridoi ecologici che collegano
direttamente aree dal grande pregio naturalistico spesso distanti.
PARCO LOCALE INTERESSE SOVRACOMUNALE DI FORTUNAGO
PARCO LOCALE INTERESSE SOVRACOMUNALE DI FORTUNAGO
Il Parco di Fortunago – istituito nel 2000 con Riconoscimento D.G.R. n. 1733
- è il PLIS più vasto della provincia di Pavia: esteso per circa 400 ettari,
abbraccia i crinali dei bacini dei torrenti Coppa, Ardivestra e Schizzola.
Il Parco di Fortunago è un angolo pregevole dal punto di vista naturalistico:
ospita infatti alcuni esemplari delle più importanti specie floristiche
dell’area collinare e lungo la zona non è raro avvistare Daini e Caprioli
e alcuni rapaci, che nidificano nell’area.
Il Parco, immerso in un ambiente suggestivo e peculiare, ospita una struttura
didattica del Giardino Forestale Dia, punto di partenza di numerosi sentieri
immersi nei boschi circostanti.
- Ente Gestore: Comune di Fortunago
Sede: c/o Comune di Fortunago
Tel. 0383/875213 - Fax 0383/875692
Superficie: 400 ha
Altimetria: da 300 a 600 metri slm
PARCO DEL CASTELLO DI VERDE – VALVERDE
PARCO DEL CASTELLO DI VERDE – VALVERDE
Istituito nel 2000 con il D.G.R. n° 2664 - comprende l’area circostante al
Castello Verde, di cui resta solamente l’antico torrione. La zona è caratterizzata
da una copertura arborea tipicamente collinare: querce, carpini e ornelli
ricoprono lo sperone roccioso affacciato sulle vallate adiacenti, mentre alle
quote leggermente inferiori si riconoscono arbusti di specie pioniere.
Dal punto di vista paesaggistico il Parco offre la possibilità di ammirare uno
splendido panorama che dalle colline circostanti si spinge fino alla pianura.
Oltre all’indubbio valore naturalistico e ambientale, il Parco di Valverde è
rilevante anche sotto il profilo storico: ancora in buono stato di conservazione
si riconoscono l’Oratorio della Madonna della Neve (eretto nel 1608) e i resti di
un monumento tombale databile all’età del ferro (5.000 a.C.).
Recentemente in una parte del Parco è stato inaugurato il “Sentiero delle
Farfalle”, area in cui grazie all’impianto di piante nettarine, di specie
aromatiche e di arbusti nutrici delle larve vengono attirate farfalle di diverse
specie, in tal modo meglio avvistabili.
PARCO DEL CASTELLO DAL VERME – ZAVATTARELLO
PARCO DEL CASTELLO DAL VERME – ZAVATTARELLO
Il Parco del Castello Dal Verme – istituito nel 2000 con D.G.R. n° 1158 -
racchiude l’area direttamente adiacente al Castello di Zavattarello, un
promontorio calcareo ai piedi del quale sorge il caratteristico borgo.
Il parco più che aspetti rilevanti dal punto di vista naturalistico –
la vegetazione, perlopiù arborea è infatti rappresentata dalle specie tipiche
della fascia collinare – si contraddistingue per la forte connotazione storica
e dalla presenza del castello, in buono stato di conservazione.
Di particolare importanza, infine, la presenza di alcuni alberi da frutto
appartenenti a varietà antiche.
- Ente Gestore: Comune di Zavattarello
Sede: c/o Comune di Zavattarello
Tel. 0383/589746 - Fax 0383/589132
Superficie: 46 ha
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