OPPORTUNITÀ INSEDIATIVE
IL CENSIMENTO DELLE STRUTTURE EDILIZIE NELL’AREA LEADER PLUS
Per valorizzare il patrimonio architettonico locale, il Gal Alto Oltrepo ha proposto e realizzato nel 2004 il censimento delle strutture edilizie in stato di degrado o di abbandono presenti, sia destinate all’uso produttivo, turistico, rurale, sia interessanti dal punto di vista storico - artistico.
La ricerca ha consentito di costituire una ricca banca dati - punto di partenza per politiche innovative e differenziate di ripopolamento - e di evidenziare, quantitativamente e concretamente, l’effettiva offerta localizzativa sul territorio.
Il censimento, effettuato da professionisti direttamente “sul campo”, ha interessato l’intero territorio Leader, suddiviso in quattro sottobacini:
- Alta Valle Staffora: comuni di Varzi, Santa Margherita Staffora, Menconico e Brallo di Pregola;
- Bassa Valle Staffora: comuni di Godiasco, Ponte Nizza, Cecima, Bagnaria e Val di Nizza;
- Val Tidone: comuni di Zavattarello, Valverde, Romagnese, Ruino, Canevino, Golferenzo e Volpara;
- Valle Ardivestra e Valle Coppa: comuni di Rocca Susella, Montesegale, Fortunago, Borgo Priolo, Montalto Pavese e Borgoratto Mormorolo.
Il patrimonio architettonico rurale dell' alto Oltrepò
Borghi e frazioni dell’alto Oltrepò conservano, localmente, alcuni esempi di costruzioni
rurali, strettamente riconducibili all’ambiente montano e alle condizioni economiche di un
tempo.
Gli edifici più vecchi, non ancora snaturati da ristrutturazioni e da interventi spesso poco
consapevoli dello straordinario patrimonio a disposizione, mantengono ancora oggi
caratteristiche tipiche della cultura rurale, legata alla pastorizia, all’agricoltura e a
uno sfruttamento razionale delle risorse ambientali e naturali.
La maggior parte delle costruzioni originarie della zona, realizzate interamente in pietra
a vista, ha un caratteristico impianto “a capanna” con finestre e porte di piccole dimensioni
per affrontare il rigore invernale.
Caratteristica ormai quasi del tutto scomparsa è rappresentata dalle ciappe - lastre di
pietra locale con cui venivano realizzati i tetti - oggi sostituite dai più moderni coppi.
Nelle case più antiche la comunicazione tra i due piani avveniva sempre all’esterno:
la scala - un tempo realizzata in pietra e accompagnata da parapetti in legno di castagno,
faggio o rovere - appare spesso modificata, con gradini in cemento e ringhiere in ferro.
Tutte queste caratteristiche sono perlopiù scomparse nei paesi maggiormente sviluppati,
come Varzi, dove tali aspetti sono stati in buona parte cancellati o nascosti dalla più
moderna edilizia.
Le testimonianze migliori del passato restano negli abitati più isolati sparsi in tutta la
Valle Staffora e in particolar modo nella porzione più montana.
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